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Commento dell'avvocato...
Internet e privacy: gli strumenti
tecnologici per la sua tutela.
Nell'ultima puntata si è cercato di indicare
quali siano i punti di maggior attrito tra la tecnologia della Rete
e la privacy. Con l'odierno intervento si cercherà di chiarire
quali mezzi di tutela (e di eventuale reazione) la tecnologia mette
a disposizione dell'utente.
Prima di entrare nel vivo dell'argomento, è opportuno sottolineare
(nuovamente) che la navigazione anonima è una chimera e che
la più efficace garanzia di tutela della privacy è costituita
dalla attenzione con cui ogni navigatore divulga i propri dati personali.
Buona regola è pertanto quella di comunicare soli i dati personali
strettamente necessari per l'ottenimento del servizio richiesto al
minor numero di siti web.
Non sfugga il fatto che non c'è software che sia in grado di
risolvere i problemi legati alla tutela della privacy e fornire così
rassicurazioni sulle connesse preoccupazioni circa un non corretto
trattamento dei dati personali. Tale situazione ha indotto uno dei
massimi esperti del settore (Martin Naville, direttore del Boston
Consulting Group) a stimare che, nonostante oltre l'80% dei siti web
dichiarino di tutelare la privacy nelle attività di marketing,
solo il 20% rispetta tutti i requisiti necessari.
In una tale situazione il Comitato dei Ministri degli stati membri
della U.E. ha recentemente approvato una raccomandazione per la protezione
della privacy su Internet.
Sono state così individuate alcune linee guida che - auspicabilmente
- dovrebbero essere immediatamente inserite in codici deontologici
e di autodisciplina dei fornitori di servizi su Internet appartenenti
alla U.E.
Queste possono essere così schematizzate:
1. necessità che i fornitori dei servizi utilizzino tutti gli
strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per tutelare nel miglior
modo possibile la privacy dei propri utenti;
2. obbligo di informazione sui rischi per la privacy e sugli strumenti
per ovviare a tali pericoli da darsi ai navigatori prima dell'inserimento
dei dati;
3. divieto di raccolta e registrazione dei dati per scopi che non
siano stati preventivamente esplicitati e che non siano legittimi;
4. divieto di conservazione dei dati per periodi superiori rispetto
a quelli strettamente necessari alle finalità del trattamento
Nell'attesa che tale raccomandazione sia concretamente recepita dagli
stati membri della U.E. (ma a tal proposito si deve segnalare l'attivismo
con cui il Garante della privacy sta cercando di imporre tali regole)
vediamo, in sintesi, quali sono i principali strumenti di tutela a
disposizione dell'utente.
La tecnologia offre una serie di programmi per garantire una più
efficace tutela dei dati personali.
Il più diffuso di questi è "anonymizer" (www.anonymizer.com)
che, con un servizio di c.d. "reindirizzamento" (remailers),
consente di eliminare tutte le informazioni identificative (quali
il nome e l'indirizzo e-mail) dei messaggi di posta elettronica prima
che questi siano inviati a destinazione.
In alternativa è possibile ricorrere all'utilizzo di appositi
siti web (il più noto è www.yuoknowbest.com) che si
pongono quali schermi protettivi tra il consumatore ed i negozi virtuali:
ogni navigatore può chiedere così informazioni ed effettuare
shopping on-line senza essere individuato, poiché il collegamento
al sito web avviene a nome di Youknowbest.com.
Altro ottimo sistema per evitare l'invio di posta spazzatura e gli
odiosi fenomeni di spamming è quello di utilizzare diversi
account di posta elettronica, uno dei quali deputato esclusivamente
agli acquisti on-line, così da potervi rinunciare ogni qual
volta i messaggi pubblicitari e comunque non graditi siano in numero
eccessivo.
Per quanto attiene ai cookies una opportuna configurazione del browser
consente di essere informati del loro invio: in tal modo si può
decidere se respingere quelli provenienti da siti non fidati o non
graditi. Informazioni più dettagliate possono essere ricavate
nel sito http://www.junkbusters.com/ .
Tali sistemi, uniti ad una doverosa attenzione nella diffusione dei
propri dati personali, possono assicurare una maggior tutela della
privacy.
Gian Paolo Valcavi
www.valcavi.it
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