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Commercio elettronico

I finanziamenti per le piccole e medie imprese che investano in software, hardware e formazione.

Finanziamenti

E-commerce, al via incentivi per 10.000 imprese italiane
Credito d'imposta del 60% sulle spese di avvio

ROMA - Il piatto è sostanzioso: 240 miliardi di lire, pronti ad essere distribuiti a migliaia di piccole e medie imprese italiane. Con l'obiettivo di aprire le porte del commercio elettronico. I fondi erano stati stanziati con la legge finanziaria, e facevano parte del pacchetto governativo di incentivi all'innovazione tecnologica. Da oggi, però, le imprese possono presentare al ministero dell'Industria i loro progetti: con la pubblicazione del bando, infatti, si apre uffialmente la procedura che dovrebbe portare, entro la fine dell'anno, all'assegnazione dei primi finanziamenti.

I contributi (che saranno goduti sotto forma di credito d'imposta) andranno alle singole imprese. Ma solo se saranno in grado di unirsi tra loro in base del segmento di mercato nel quale operano. Il bando prevede infatti che siano finanziati portali verticali organizzati da gruppi di almeno venti aziende. Il problema dell'e-commerce è che Internet è un mare magnum in cui si si trovano uno accanto all'altro milioni di operatori. Le imprese che si affacciano alla Rete hanno soprattutto difficoltà nel guadagnarsi visibilità. L'idea di aiutare le imprese simili che si uniscono per promuovere e vendere i loro prodotti nasce proprio dalla volontà di superare questo scoglio.

I progetti selezionati potranno usufruire di un credito di imposta pari al 60 per cento delle spese di creazione e avviamento del portale (comprese quelle di formazione del personale). Il contributo massimo sarà di 100.000 euro, vale a dire circa 200 milioni di lire.

I tempi di attuazione del piano sono molto rapidi. Le domande potranno essere ricevute fino alla fine di luglio. Poi saranno esaminate da un gestore esterno, che sarà selezionato nelle prossime settimane, e avrà 90 giorni di tempo per fare le graduatorie.

Ma sulla base di quali criteri saranno scelti i progetti? Il bando - disponibile in Rete sul sito del ministero - stabilisce una serie di principi che, in fase di valutazione, si trasformaranno in punti. Saranno avvantaggiate le aggregazioni più numerose, anche perché permetteranno di abbattere i costi di crezione del portale. Le piccole e medie imprese avranno una corsia preferenziale. Saranno poi valutati con punteggi più alti i portali tradotti in lingue diverse dall'italiano, quelli che possono contare su migliori dotazioni tecnologiche, su sistemi di pagamento sicuri e su una organizzazione puntuale della logistica.

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Individuati i gestori responsabili dell'iniziativa
Regione per Regione, gli sportelli per le agevolazioni
(Circolare Attività Produttive 780/2001)


Franco Russetti f.russetti@infoleggi.com
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