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| Commercio
elettronico Alla ricerca di miliardi per ridurre la pressione fiscale, il Ministero delle Finanze va a caccia di evasori nella rete. Nel mirino il commercio elettronico, fonte di potenziale evasione e - secondo una denuncia dei superispettori del Secit - di sospetto riciclaggio di denaro di provenienza illecita. La necessità di un intervento equilibrato in un settore in fase di sviluppo iniziale per evitare di far morire il pulcino che un giorno potrebbe diventare una gallina dalle uova d'oro, anche per il fisco. Gli ispettori
del fisco invadono la rete e non c'è tregua per chi credeva di
aver finalmente trovato il suo angolo di paradiso, naturalmente
fiscale, al riparo dalle tasse. Dopo il successo della dichiarazione
dei redditi on line che sta facendo transitare migliaia di miliardi
direttamente dalle tasche dei cittadini alle casse dello Stato,
al Ministero delle Finanze hanno deciso di esplorare più a fondo
i meandri del web. E così, nel mirino dell'amministrazione finanziaria
è entrata la nuova economia e il bersaglio principale è diventato
subito il promettente business del commercio elettronico. Il nuovo
Ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, lunga militanza sindacale
fino al vertice della Cgil, e profondo conoscitore dei fenomeni
sociali ed economici, ha subito colto le potenzialità di sviluppo
del settore. Ma al tempo stesso il rischio che le vendite on line,
senza adeguati controlli, possono facilmente diventare una fonte
di evasione fiscale. E così, ha preso carta e penna ed ha stilato
la sua prima direttiva indirizzata ai servizi ispettivi del Ministero
raccomandandogli di mettere sotto stretta osservazione il commercio
elettronico. |
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Franco Russetti f.russetti@infoleggi.com Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: infoleggi.com |
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