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Commercio elettronico


Il pagamento su Internet con le carte di credito


Vediamo ora di approfondire il fenomeno italiano del pagamento su Internet tramite le carte di credito (American Express, Carta Si, Mastercard, Visa) che rispondono sicuramente all'esigenza di celerità dell'operazione. E' il caso di indicare che da qualche anno si stà diffondendo il fenomeno della moneta virtuale "e-money" , considerata la terza generazione dei mezzi di pagamento su Internet. Questo argomento richiede una trattazione a parte per poter considerare il valore giuridico della moneta elettronica. Indipendentemente dall'esperienza personale, il pagamento tramite l'uso diretto di una carta di credito presenta il problema "rischio" per una serie di circostanze.
L'utilizzo di carte di credito senza numero di codice (PIN) é certamente un pericolo concreto.

Ma cosa avviene in caso di pirateria e soprattutto, chi ne paga le conseguenze?
In questo caso il commerciante non può essere sicuro che il mandante sia effettivamente il titolare della carta, a meno che non vengano utilizzati sistemi di autenticazione riconosciuti validi dalle parti. Diversa é la situazione in caso di smarrimento o furto di carte di credito, utilizzate poi illecitamente da altre persone.
Nonostante la sicurezza che molti sistemi offrono nel criptare i dati trasmessi, il pericolo della pirateria informatica non é da sottovalutare. Per questo motivo si é fatto ricorso alla nuova figura degli intermediari elettronici, cioè a un terzo soggetto che, ricevendo l'incarico dall'acquirente, gestisce il pagamento al venditore dopo aver consentito la verifica del suo mandatario.

Il DPR 513/97 all'art. 14 introduce il pagamento informatico, cioè il trasferimento elettronico dei pagamenti tra privati, pubbliche amministrazioni e tra queste e soggetti privati secondo le regole tecniche che dovevano essere emanate entro novembre 1998. Il regolamento che attendiamo dovrebbe essere risolutivo anche per i problemi di sicurezza dei dati previsti dall'art. 15 della legge 675/96 - legge sulla tutela dei dati personali - che però ha già partorito il DPR 318/99 in G.U. 14-09/1999 "individuazione delle misure minime di sicurezza". Il citato Regolamento, da una prima lettura, oltre a non fornire indicazioni di carattere "tecnico" e quindi direttamente applicabile, non può essere esaustivo a giudicare dall'entità dei complessivi 10 articoli che lo compone.




Franco Russetti f.russetti@infoleggi.com
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