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E-mail commerciali, sì anche se manca il consenso

I messaggi commerciali, inviati nelle caselle di posta elettronica, potranno continuare a essere spediti anche senza il consenso del ricevente. E spetterà ai singoli stati decidere se introdurre un sistema di divieto contro le "e-mail spazzatura".
E' la strada scelta dal Parlamento europeo, che il 13 novembre 2001 ha approvato un progetto di direttiva comunitaria sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Due le soluzioni che hanno animato il dibattito nei mesi scorsi: adottare un sistema denominato "opt-in", nel quale l'utente autorizza l'invio di messaggi commerciali preventivamente, come aveva proposto la Commissione europea. Oppure preferire il sistema "opt-out", come aveva sostenuto il relatore italiano Marco Cappato: libero invio, cioè, delle e-mail commerciali, finché l'interessato non si oppone.
La scelta è stata quella di rimettere la questione alle legislazioni nazionali. Il testo era stato già dibattuto dall'aula nella sessione di settembre scorso, ma la discussione era stata rinviata per la difficoltà di approdare a una soluzione.

 


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Franco Russetti f.russetti@infoleggi.com
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