Il problema è molto dibattuto e controverso.

Le prospettive e le risposte cambiano a seconda che si voglia considerare la conformità del materiale pubblicato sul sito alla legislazione penale o a quella civile. Per quanto attiene al primo profilo mi pare che la soluzione più tranquillante sia quella di rispettare la normativa penale degli U.S. e quella italiana. Ciò in quanto l'applicabilità della prima deriva dal luogo di allocazione del server e del provider; mentre, per quanto attiene alla seconda, dal fatto che Lei (titolare del sito) è cittadino italiano sottoposto comunque alla giurisdizione ed alla legge penale italiana.

Per quanto attiene alle normative civilistiche, l'orientamento più seguito (in ciò confutato anche dalla recente direttiva sul commercio elettronico) è quello di considerare applicabile la legge del luogo in cui ha sede il server. Ciò, pertanto, non toglie che la questione si complichi notevolmente allorchè il sito offra prodotti ai consumatori o proponga giochi d'azzardo. In casi come questi, l'esigenza di tutela della "parte debole" comporta l'applicazione anche della legge del luogo in cui risiede il "consumatore". Si tratta di modesti accenni ad una delle questioni più delicate derivanti dalla delocalizzazione dei contratti conclusi on-line. La sinteticità della risposta è peraltro conseguenza diretta degli scarsi dati forniti.
Come è nostro costume, Le consigliamo, laddove voglia approfondire la vicenda, di rivolgersi al Suo legale di fiducia che saprà darLe tutti i ragguagli del caso.

Cordiali saluti.
Gian Paolo Valcavi